Perché l'Ambasciata d'Agarthi? Il nostro passato e l'iter delle nostre ricerche ha portato a una conclusione: Siamo convinti che in quest'epoca di grandi mutamenti politici, climatici ed ecologici, c'è la necessità di creare un punto di riferimento preciso dove uomini e donne possano trovare un rifugio mentale e di pensiero dove creare il nuovo.
“Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.”
Giordano Bruno
Il mio cammino ebbe risveglio anche per l'incontro con il pensiero di Giordano Bruno... E.d.R.7
Auguri a te che sei stata capace di farmi scoprire un mondo al di là delle apparenze, che hai tentato di non farmi sbagliare... ma mi hai lasciato libero in quel volo senza ritorno. La tua anima è ricca e so di esserci anch'io, così come tu sei un pensiero e un canto libero e d'amore per me, mi hai insegnato a camminare ed io l'ho dimenticato dandoti dolore, ma ora sorreggerò i tuoi passi che si sono fatti affaticati ma il tempo non riesce a scalfire la luce del tuo essere! Matteo
Auguri amore per questo tuo compleanno terreno, lontani ma divisi mai.... Ricordi tanti che si ricongiungeranno in un solo palpito d'amore quando ci riuniremo. L'amore può essere eterno, come sussurra mango "ci ha messo il cuore Dio" Tuo René
Simone Cristicchi è un cantautore, attore teatrale e scrittore italiano. È stato il vincitore del Festival di Sanremo 2007 con il brano Ti regalerò una rosa. Dal cammino profondo dentro e fuori di se, un cammino di ricerca spirituale. Un gioiello in mezzo a tanti cocci di vetro... Nascita: 5 febbraio 1977 (età 42 anni), a Roma
Ti grande interesse il libro: Il secondo Figlio di Dio -Vita morte e misteri di David Lazzaretti, l’ultimo eretico.
"Quando la morte busserà alla porta ch'ella sia benvenuta! Non si creino ostacoli al compimento dei suoi processi naturali. La morte non rappresenta forse un rientro nelle arcane orologerie del cosmo? Attraverso di essa partecipiamo allo svolgersi, misterioso e sublime, dell’essere, ci tuffiamo per così dire nei reami del tempo-spazio, i cui limiti trascendono maestosamente la brevità della nostra vita terrena…". Per ricordarlo voglio mettere un breve dire, di Claudio Cardelli, su un suo libro che è stato capace di aprirmi porte verso un non conosciuto che molto ha inciso sulla mia anima, il libro è Segreto Tibet: “Segreto Tibet” è il più bel libro mai scritto sul Paese delle nevi. “Segreto Tibet”, accompagnato da fotografie straordinarie, penetra e racconta l’animo tibetano ben oltre gli stereotipi tanto vagheggiati in occidente.Fosco, pur da laico convinto, descrive il mondo monastico, l’arte tibetana, i rituali nei templi e i dettami del buddhismo tibetano, in modo ben più intrigante e fascinoso di qualunque ponderoso e accademico testo di filosofia, di arte o di Dharma.Dunque leggendo il libro finisci per essere magnetizzato da questo mondo tibetano cogliendone sì la profonda spiritualità, lo spessore culturale, la raffinatezza delle arti, ma anche la vigorosa, affascinante e in qualche modo misteriosa umanità. I ritratti dei personaggi in “Segreto Tibet” ti fanno vedere la persona, la senti parlare, la vedi muoversi nelle stanze buie dei Gompà, nelle caverne degli eremiti, nelle case dei villaggi…Ormai sono quasi miei parenti. Il lama Ngawang, con cui Fosco ingaggia una memorabile tenzone dialettica sulla morte… Il sarto Tobchen, notabile del viallggio di Yatung e gran maestro del Lhamo, il teatro tradizionale tibetano… il piccolo incarnato Trommo Tulku, che passa col suo piccolo corteo regale in un villaggio tra lo stupore ingenuo dei bambini e la venerazione forse un po’ cieca degli adulti… Il prefetto di Gyantse col suo aristocratico orecchino di turchese, il medico, Amchi, di Gyantse… e tanti altrifino alla sublime, vibrante, spiazzante principessa Pema Chokyi fotografata sulle nevi del Natu La,con quella piccola mano sulla fronte mentre getta uno sguardo, diremmo un ultimo sguardo, verso un Tibet ancora libero, assolato e spazzato dai venti, prima della tragedia dell’invasione cinese.
La quercia simboleggia la forza, la longevità, e la durezza.
La quercia è un albero di lunga vita e appartiene alla specie di piante più forti.
Da molti popoli era considerato l'albero sacro, tra cui i Celti, gli antichi Ebrei, i Greci e i Romani.
Al tempo di Abramo, all’ombra della quercia di Sichem crebbero i maghi, che interpretavano i segni dal fruscio delle foglie e dal tubare delle colombe, poiché tra gli alberi era instillato lo spirito.
Sotto una quercia sacra, Sibilla annunciava le sue profezie.
I Druidi praticavano il loro culto in mezzo ai querceti.
Gli antichi greci possedevano un albero di quercia di Zeus (Giove).
Anche la famosa mazza di Ercole era realizzata in legno di quercia.
I Romani reputavano l'albero della quercia come appartenente a Giove.
Il tempio di Baal, conservato a Damasco, è stato costruito in un boschetto di querce.
La sacra quercia circondava la tomba di Abel.
Grazie alle sue enormi dimensioni e la grande longevità, la quercia nella mitologia di molti popoli era mitizzata come il re della foresta, e quindi, spesso dedicato alle supreme divinità (Zeus, Giove, Perun, cioè agli dei del tuono; c'era la convinzione che il fulmine colpisce più spesso la quercia).
E’ un asse di quercia; quest’attributo è adoperato per le supreme divinità o solari, e simboleggia la forza del potere.
A causa della sua stretta relazione con il Dio Tonante, la quercia è spesso associata a un tema militare, infatti, una ghirlanda di foglie di quercia è utilizzata nelle insegne militari.
Il culto della quercia apparteneva a tutti i popoli europei: etruschi, romani, scandinavi, slavi, tedeschi, ecc.
Nella sua stessa etimologia Il nome dei Druidi, i sacerdoti celtici, è associato alla quercia.
Era anche un albero sacro agli ebrei, che lo idolatravano quale pianta eterna (poiché dalla radice di un albero secco, secondo la leggenda, non ci sono nuovi germogli).
Talvolta una quercia rappresenta il mondo.
Ad esempio, in antico mito greco il vello d'Oro (simbolo di fertilità e prosperità) era descritto appeso a una quercia e con il serpente che lo proteggeva (creatura ctonia, un eroe avversario solare), in cui il motivo principale della leggenda ricordava echi di tradizione indoeuropea.
Il vello appeso alla quercia, si ritiene utile perché lo accresce.
Inoltre, la quercia s’identifica con la mascolinità: per esempio, un tronco di quercia bruciato in piena estate, sconfessa la divinità della fertilità del potere maschile.
La corona di foglie di quercia simboleggia la forza e la grandezza.
Il mondo applaude raramente
l’individualità dell’uomo comune. E’ come se ci fosse una massa senza volto. L’unico
scopo, per chi lancia una moda, è quello di farci apparire tutti uguali, come
se pensassimo le stesse cose e facessimo scelte senza preoccuparci se
rispondono al nostro stile. In altre parole, hanno sottratto personalità alla
persona dicendoci quali colori, quali tessuti indossare, quali auto comperare e
cosa bere, se vogliamo far parte del “mondo che conta”.
Quando sommiamo una vita
travagliata, giorni caotici, il desiderio di soddisfare e di fare buona
impressione sugli altri, il risultato totale è la paralisi dei nostri sensi,
compreso il buon senso e alla fine una separazione dal nostro spirito.
La fretta nella vita si
tramuta in uno spreco perché accettiamo apaticamente quel che ci viene detto,
quel che è più facile, e quel che detta il mercato di massa della nostra
società. La nostra unicità è annullata dal “brusio” del branco. Il nostro spirito
individuale precipita in un buco nero senza fantasia; dimentichiamo ciò che ci
fa sentire bene come individui fin nel profondo dell’anima.
Quando ci lasciamo
influenzare negativamente, la nostra vita è pervasa da uno sconcertante senso
di disagio e, a un livello più profondo, un senso di perdita.
Per questo bisogna non
aver paura di seguire solo il proprio istinto, il proprio volere ed “ESSERE” un
individuo diverso dagli altri, la forza che deriva da questo essere VERI e
IRRIPETIBILI, oltre a farvi star bene con il vostro spirito, vi farà scoprire
che sarà più ricercati e stimati. Non più dei “replicanti" ma ESSERI UNICI.