mercoledì 29 gennaio 2020

Alchimia

Cultura Universale: Affinità fra Alchimia e Cabala


"L'Alchimia è la distillazione graduale dei contenuti dell'anima; spogliarsi del mortale per rivestirsi dell'immortale. Tutto deve dissolversi nel fuoco dell'Alchimista, prima che la sostanza divina si risvegli."
(W.B. Yeats, Rosa Alchemica)

In ricordo di nonno Enrico - E.d.R.7

lunedì 20 gennaio 2020

L'Amore batte ogni muro.. in memoria di papà Joseph

Sebbene le nostre anime abbiano un determinato loro cammino, diverso l'uno dall'altro, ora più che mai ci accomuna un sentimento d'amore vero e profondo.. non che non abbia ricevuto amore ma il vero amore è giunto proprio con l'assenza di quel mezzo limitante, il peso che abbiamo che è del tutto materico. Ti possan giungere queste mie parole...

...Per Te

Sono i miei pensieri più profondi 
Il mio cuore rintocca note d'amore 
in una mancanza che non è assenza
ma una triste distanza

Ora che non vi è tempo né luogo ma il Tutto
Possiamo noi davvero essere chi siamo

Liberi da ogni catena 
Liberi dall'ego, dalla falsità e giudizio
Liberi di essere senza alcun limite
Liberi di vedere, capire e sentire

Nessun peso per la tua anima lungo il proprio cammino
so e sento mi sei vicino..  
Per questo ti ringrazio 
perché so quanto sia difficile agire in questo spazio


Possa la tua fiamma divina sentire la mia a te vicina
..la mente percorre il nostro giocare, ..le gite insieme con te e mamma,
la canzone che cantavi per me al tuo rientro, 
le gare di calcolo seduta sulle tue gambe, e ogni lacrima lascia spazio a 
quel tuo abbraccio..

Con amore papà Giuseppe da anima a anima 
Il tuo piccolo angelo 
Lara

L.C.V 777

Ti porto nel mio cuore.. oggi come ieri
oggi come domani
..sempre






mercoledì 15 gennaio 2020

Vivere con il pilota automatico o Essere Sé stessi

Avete mai percepito di vivere da spettatori? 
Quasi come aveste innescato un pilota automatico.
Siete nel presente ma guardate e non vedete, udite e non sentite, gustate e non percepite, siete vigili ma non presenti, assopiti in istanti che non vi appartengono.

Lontani dall'essere padroni di voi stessi, riposate in un sonno che in molti riconoscono come realtà, ma si vive in un turbine composto da abitudini, vicissitudini che si scambiano incessantemente testimone minuto dopo minuto.

Siete una sfera spinta da un movimento non deciso bensì indotto, lei rotola velocemente lungo una strada in discesa, priva di controllo, ad una velocità tale che nulla e nessuno può fermarla, completamente rapita da un moto incontrollato si allontana sempre più " dall'essere ", non si interessa in realtà di nulla, alcun pensiero profondo, alcuna domanda su chi è e ciò che desidera, non sa quale sia il proprio compito l'importante è correre lungo quella via apparentemente decisa, ciò che le scorre accanto non viene realmente visto, riconosciuto o apprezzato. Fugge. Fugge da sé, da chi è realmente. Così non curante di sé stessa non può essere..

..E così molti esseri umani si perdono ricchi istanti, preziosi incontri, importanti occasioni. 

Riflessione personale: Non sono parole scritte a caso, un giorno guidavo la mia auto e percepivo di esserci, ma solo fisicamente, costretta a tornare padrona delle mie azioni mi resi conto di quanto quella realtà di fronte ai miei occhi fosse fittizia, di quanto una spinta oltre l'essere terreno mi attirava al di là di ogni apparenza e immagine e tutte quelle auto parevano essere piccole formiche scattanti in un moto frenetico e incontrollato, assolutamente lontane dall'essere padrone di sé stesse.

Non credo ci si possa rendere conto di quanto realmente si è grandi sino che 
non si accechi lo sguardo semplice di un occhio, 
non si annulli l'udito basso di un padiglione auricolare, 
non si metta in silenzio la parola veloce del giudizio
non si allontani il mordente abbraccio dell'ego. 

Si è a un meraviglioso temuto bivio 
..essere o non essere..
chi realmente si è


Nell'abbandono di un Tutto che Nulla è
Si giunge all'Immenso del proprio essere 

L.C.V.777

domenica 5 gennaio 2020

Dizionario Arcano Sapere - R come Rubino

La nostra mente è una spugna, il nostro cuore è un fiume. Non è strano che molti di noi preferiscano assorbire piuttosto che scorrere. (Khalil Gibran)


RUBINO = La pietra dell’Eclissi Lunare.
“Là dove dovrebbe esserci un faro nella notte, candido come il latte, ora troviamo l’oscurità o la luna tinta di sangue”

Commento: E’ un talismano magico, un simbolo di invulnerabilità, di longevità, d'amore ardente e passionale. Nell’ astrologia il rubino è associato al Leone Capricorno.

mercoledì 1 gennaio 2020

Riacquistare le proprie ali...

Porta luce in questa notte,angelo mio💓

Bisogna essere padroni di noi stessi, bisogna penetrare nelle profondità del proprio essere per cogliere e scoprire il battito della vita e le verità che vi sono celate.

Bisogna spezzare i vincoli che inceppano e che tengono prigionieri di una falsa realtà, allunghiamo le mani per afferrare l’ignoto, avventurandosi così nel buio, spalancando le braccia in quell’abbraccio verso l’infinito che è dentro e fuori di noi, riprendere possesso delle proprie ali per librarsi in alto finalmente liberi da ogni costrizione terrena e inattaccabili, liberi nel proprio cielo stellato!

M.G.T.777

lunedì 30 dicembre 2019

Sette Cavalieri Templari





"I lampi squarciavano la notte illuminando la piccola cappella da cui uscirono sette uomini dalla lunga tunica e sul bianco mantello la Rossa Croce Templare.
Gli uomini si posero in cerchio, le spade, salde nel loro pugno si alzarono verso il cielo, poi le punte si unirono come a formare un triangolo. Un lampo più possente degli altri si scagliò contro le punte delle sette spade e scivolò sino all'elsa illuminando i loro volti, senza ferirli!
Il tuono fece eco rimbombando nella vallata.
Gli uomini abbassarono le spade e conficcarono la punta nella roccia, come a formare sette croci!
Una voce possente giunta dal nulla gridò tre volte: "Chi difenderà il Santo Sepolcro?". I sette Cavalieri Templari posero il palmo della mano destra sul cuore, poi stesero il braccio con il pugno chiuso, senza l'elsa della spada stretta tra le dita, e risposero tre volte: Nessuno! Il Tempio è distrutto!".


A Gavarnie, nei Pirenei francesi, piccola località a 1400 metri, c'è una piccola cappella dove furono sepolti sette Cavalieri Templari. Narra la leggenda che nella notte dell'anniversario della morte dell'ultimo Maestro dell'Ordine, Jacques de Molay (18 marzo 1314), il Suo spirito raggiunga la cappella dove sono sepolti i sette Templari e formuli loro questa invocazione a proteggere il Santo Sepolcro! Storia e leggenda si fondono, ma da secoli in questa piccola cappella sette Templari riposano e il Tempio senza più le loro spade a difenderlo resta violato, distrutto...
Ma i Cavalieri del Tempio sono sopravvissuti al rogo che distrusse l'Ordine, sono sopravvissuti sotto altri nomi, come nello scontro del 7 ottobre 1571 dove la Lega Santa sotto le insegne pontificie e la coalizione cristiana, combattè vittoriosa, e sono sopravvissuti ai secoli bui e i loro spiriti di difensori della Cristianità hanno continuato a difendere i misteri che li vogliono custodi del Sacro Graal, dell'Arca dell'Alleanza e dei misteri delle grandi Cattedrali! I loro nomi divennero quelli dei Cavalieri di Rodi, di Malta e di Cipro, si divisero in Rosa Croce, Massoneria, ma il pensiero era immutato!

I loro segreti sono racchiusi nelle grandi opere, le Parole incise nelle pietre sono la Memoria del Tempo: spetta a noi scoprire i messaggi occulti celati nelle pietre delle grandi cattedrali, negli affreschi delle chiese gotiche e se mi seguirete nel viaggio attraverso i Misteri Templari scopriremo angoli di rara bellezza, scrigni d'arte pittorica, sculture esoteriche ed ermetiche, simboli misteriosi ed alchemici e chissà, forse, se sapremo privarci della nostra presunzione e arroganza che ci fa credere di essere culturalmente superiori all'uomo delle epoche passate... Forse scopriremo la Vera Essenza della... Pietra Filosofale, il vero Calice del Sacro Graal e forse scopriremo anche noi stessi e la nostra Anima, il nostro 'IO' e il Segreto della Fonte dell'Eterna Giovinezza... 
Scritto di Alexander Màscàl


Contributo di Mauro e la piccola Valeria




martedì 12 novembre 2019

100 Years After Debussy's Death, He Remains the First ‘Modern’ Composer – An essay on Claude Debussy by Stephen Hough in the New York Times

Alessandro NardinIl mare di Debussy si spalanca agli occhi e alle orecchie di chi gli si accosta, lasciando il malcapitato al cospetto di una distesa dai confini incerti.
Debussy intuì nella simbologia dell’Acqua una via per il ritorno al Principio. La musica non è che la voce più autentica di questo ritorno. Questa intuizione anticipava di fatto le scoperte della fisica degli anni che seguirono: la natura fluida vibratoria della materia, l’esistenza di una realtà prima ed ultima che connette tutti i fenomeni.


Claude Debussy e la sua percezione della musica
Claude Debussy visse e compose nella Parigi fin de siecle, teatro delle più importanti innovazioni artistiche e culturali ma anche di quella che viene conosciuta come la “rinascita occultista”: egli frequentò quegli stessi luoghi in cui poeti e pittori simbolisti incontravano i mistici rosacroce e gli epigoni della nuova alchimia. Ebbe quindi il modo di abbeverarsi delle stesse radici della conoscenza e di sperimentare direttamente, tramite i suoni, una visione del mondo al tempo stesso fisica e spirituale.

L’Acqua, elemento cardine della sua vita compositiva, ne è la più perfetta trasposizione.

Quale immagine dell’acqua avrebbe potuto influenzare Debussy? Egli colloca la musica all’interno della natura stessa: è qui che si rivela il suo pensiero più autenticamente esoterico.
Per lui «la musica è una somma di forze sparse» e la sua origine «è iscritta nella natura.» 
Essa si colloca pertanto fra il moto sensibile dei fenomeni e il moto vitale interiore, «non limitandosi solo alla riproduzione esatta della natura ma ai legami misteriosi tra la natura e l’immaginazione.»
In una delle definizioni più ermetiche, Debussy arriva a definire l’arte musicale «una misteriosa matematica che partecipa all’infinito e che presiede al moto delle acque e al gioco delle curve descritte dalle brezze mutevoli».
Le origini esoteriche della musica di Debussy
La musica è causa e al contempo effetto di un movimento interno alla natura delle cose: il movimento fenomenico dell’aria e dell’acqua che percepiamo con i nostri sensi, non è che una derivazione.
È interessante a questo punto confrontare queste riflessioni con quelle di François Jollivet-Castelot, lo scienziato coevo del compositore, frequentatore delle stesse società rosacroce che segnò una rinascita del pensiero e della pratica alchemica.

Il fondatore del Hyperchimie, in un testo del 1901, così riassume le caratteristiche del Mercurio filosofale: «Il Mercurio simboleggia la forza vibratoria universale, il fluido, il principio passivo estremo delle cose. Acquoso, esso racchiude l’Acqua e l’Aria che tendono senza sosta a entrare.»
Se il Mercurio-Acqua è “vibrazione”, come dice Jollivet-Castelot, è anche suono: l’Aria, è l’elemento che vivifica il suono, e che lo conduce al cospetto della realtà naturale e degli uomini capaci di ascolto.
La questione più importante e più carica di conseguenze è data proprio dalla natura vibratoria che caratterizza l’elemento liquido: non un semplice movimento ma un’oscillazione permanente, nascosta nel cuore stesso della materia e che per sua stessa natura è suono.
Debussy lo ha reso fenomeno reale tramite la propria musica.

Musica e dinamicità della materia

Il Principio è vibrazione, la vibrazione è suono, il suono è Vita.

Questo ci porta al cospetto della modernità: ai nostri giorni, mediante metafore musicali, è stato con limpida chiarezza il compianto professor Emilio Del Giudice a descrivere le oscillazioni di energia interne all’acqua.
La sensibilità del prof. Del Giudice lo portò spesso a mettere in parallelo la coerenza interna della dinamicità della materia e la musica.
«Le oscillazioni del campo costituiscono la musica al cui ritmo le molecole danzano collettivamente.»
È la danza di Śiva della tradizione induista, «il flusso incessante di energia che attraversa un’infinita varietà di configurazioni, che si fondono una nell’altra.»
Per Del Giudice, c’è un elemento privilegiato in cui è possibile riscontrare l’armonia interna della materia, l’elemento che già Talete, primo filosofo, intuì come origine della vita e della cui maternità universale Debussy fu cantore devoto: l’acqua appunto.
«L’acqua liquida è stata riconosciuta da tempo come la matrice di molti processi, compresa la vita.» Ci ricorda Del Giudice. 

La comprensione della realtà attraverso la musica

«In re immobili, numquam fit sonus.»  In un mondo inerte, non esiste alcun suono.

Ma il mondo non è mai inerte. Ce lo dice la scienza, che nega la possibilità della stasi totale delle particelle ponendo lo zero assoluto come un punto d’arresto teorico irraggiungibile o aprendo le porte alle infinite armonie della teoria delle stringhe. E ce lo conferma la musica.
Claude Debussy si sentì investito della responsabilità di tradurre in musica la vita della materia, il ciclo continuo di rigenerazione che nella morte vede i prodromi della rinascita, la vibrazione perpetua, il respiro dell’universo. La danza di Śiva, nella sua arte, non si è mai arrestata.
Così come noi oggi possiamo comprendere l’esistenza delle più piccole, invisibili particelle solo dalle tracce lasciate nelle loro collisione, così la via esoterica di Debussy è comprensibile solo da ciò che ci ha lasciato: è nel bagliore accecante della sua musica che la sua mente illuminata ha lasciato la sua impronta.
«Solo i musicisti hanno il privilegio di captare tutta la poesia della notte e del giorno, della terra e del cielo, di ricostruirne l’atmosfera e ritmarne l’immenso palpito.»


Postato da - G.M.T.777